A quanto pare, OpenAI non sta più cercando di costruire "un'intelligenza magica nel cielo"
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Il CEO di OpenAI, Sam Altman, sta attivamente distanziando l'azienda dalle analogie religiose associate all'intelligenza artificiale, affermando che tali confronti lo mettono a disagio e rappresentano una reale preoccupazione per la sicurezza. Si oppone specificamente all'idea di arrendersi al giudizio dei modelli di IA o di attribuire loro una forza divina. Questo cambio di tono segue recenti notizie su Anthropic che interagisce con leader religiosi e dichiarazioni del Papa Leone XIV riguardo ad algoritmi privi di umanità. Nonostante questa posizione attuale, Altman aveva in precedenza definito l'obiettivo di OpenAI come creare "un'intelligenza magica nel cielo" ed espresso sentimenti sull'essere dalla parte degli angeli. Ha anche citato il film "Her" come ispirazione per sviluppare un'IA profondamente umanizzata, cosa diversa dall'attribuire coscienza alla tecnologia stessa. L'articolo nota che, sebbene questo linguaggio spirituale possa essere meno affidabile delle affermazioni dirette sulla sentienza, rimane un punto di contesa. In definitiva, Altman sottolinea che il suo focus è sull'interazione simile a quella umana piuttosto che sul trattare l'IA come una divinità.
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