I ricercatori di DeepMind propongono l'"Intelligenza Simbiotica Artificiale" come alternativa alla singolarità
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I ricercatori di DeepMind Benjamin Bratton, Blaise Agüera y Arcas e James Manyika propongono l'"Intelligenza Simbiotica Artificiale" come alternativa al concetto tradizionale di singolarità tecnologica. Sostengono che l'intelligenza generale artificiale emergerà da sistemi sociali in cui esseri umani e agenti di intelligenza artificiale collaborano, piuttosto che da macchine superintelligenti isolate. Questa prospettiva è supportata dalle osservazioni secondo cui i modelli di ragionamento sviluppano naturalmente comportamenti multi-perspettici durante l'addestramento, senza una programmazione esplicita. Gli autori suggeriscono che, man mano che il numero di istanze di agenti IA cresce mentre la popolazione umana si riduce, la società potrebbe raggiungere un punto di svolta cognitivo simile alla Rivoluzione Industriale. In questo nuovo paradigma, gli agenti IA sono considerati assemblaggi temporanei e scomponibili di strumenti e ruoli, anziché entità con identità fisse o un sé continuo. Di conseguenza, le interfacce future potrebbero passare dalle chat uno-a-uno a diagrammi di rete visivi che consentono agli utenti di coordinare sciami di agenti. I ricercatori sottolineano che la governance e i quadri istituzionali sono cruciali per gestire queste interazioni complesse, poiché i mercati da soli non possono affrontare le sfumature sociali come la virtù o la colpa. In definitiva, l'allineamento viene ridefinito come una negoziazione continua plasmata dalle istituzioni, piuttosto che come un'imposizione statica di valori sui singoli modelli.
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