Le imprese continuano ad acquistare aggiornamenti software che il reparto IT ritiene dannosi
ars ·
Un recente sondaggio condotto su oltre 2.000 leader IT di grandi imprese rivela che le aziende sprecano circa il 28 percento dei propri budget software per aggiornamenti e migrazioni non desiderati. Nonostante la convinzione che questi cambiamenti riducano spesso le prestazioni o il valore aziendale, il 95 percento degli intervistati ha ammesso di aver acquistato aggiornamenti guidati dai vendor negli ultimi tre anni. Questa tendenza è guidata principalmente dalla mancanza di potere contrattuale, poiché la maggior parte dei dirigenti teme gravi interruzioni se decidesse di cambiare fornitore. Di conseguenza, aree essenziali come l'innovazione, la sicurezza e le risorse umane soffrono di una riduzione dei finanziamenti a causa di questi costi ricorrenti. Il rapporto suggerisce che i leader IT dovrebbero negoziare clausole di recesso e tetti di prezzo durante le trattative iniziali dei contratti per riacquistare il controllo. Inoltre, una vasta maggioranza dei CIO intervistati sostiene l'introduzione di protezioni legali simili a quelle previste per gli inquilini residenziali per prevenire aggiornamenti forzati. Sebbene lo studio non nomini fornitori specifici, tutti i partecipanti utilizzano piattaforme principali come IBM, SAP o VMware. In definitiva, i risultati evidenziano un problema sistemico in cui il personale tecnico rimane intrappolato nei cicli di manutenzione invece di guidare la differenziazione aziendale.
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