Lo studio di Graphite rivela che i modelli AI lasciano ancora migliaia di tracce stilistiche
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Un recente studio della società di marketing Graphite rivela che i modelli di intelligenza artificiale di frontiera continuano a presentare migliaia di schemi di scrittura distintivi che li distinguono dagli autori umani. I ricercatori hanno identificato circa 13.000 frasi che appaiono almeno due volte più frequentemente nei testi generati dall'IA rispetto alla prosa umana. Per condurre questa analisi, il team ha utilizzato 10.000 articoli precedenti a ChatGPT come gruppo di controllo e ha chiesto a vari modelli di riscrivere i riassunti di questi pezzi. I risultati evidenziano specifiche stranezze stilistiche, come la forte dipendenza di Claude Opus 5.5 dalla parola "dependable" (affidabile) e la sua tendenza a spiegare l'importanza fino a 116 volte più spesso rispetto agli esseri umani. Nel frattempo, il modello Astra di OpenAI impiega frequentemente un linguaggio cautelativo e una struttura correttiva, costruzioni oltre 100 volte più comuni nel suo output rispetto alla scrittura umana. Sebbene i laboratori abbiano ridotto con successo l'uso dei trattini lunghi (em-dash), il chief AI officer di Graphite nota che nuove tracce emergono con ogni versione, mantenendo costante il numero totale di marcatori identificabili. Lo studio suggerisce che, sebbene alcuni modelli come Claude si stiano allineando più vicino ai modelli umani, altri come GPT si stanno allontanando ulteriormente, indicando un limitato controllo da parte dei laboratori su queste peculiarità intrinseche.
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