Roboti ed evoluzione: perché le macchine non assomiglieranno più a noi
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Questo articolo di opinione di Ian Foley esamina il contrasto tra l'evoluzione biologica e l'ingegneria robotica, sottolineando come i robot possano ottimizzare il movimento senza i compromessi storici intrinseci all'anatomia umana. Mentre i corpi umani si sono evoluti attraverso aggiustamenti graduali, come la perdita della coda per migliorare l'equilibrio, i robot sono progettati con un approccio basato sui principi primi che consente soluzioni più efficienti e specifiche per il compito. Durante i recenti World Humanoid Robot Games a Pechino, Tiangong Ultra di X-Humanoid ha infranto i record di scatto, completando i 100 metri piani in 8,64 secondi rispetto ai 9,58 secondi del record di Usain Bolt. Più significativamente, il robot ha dimostrato apprendimento adattivo quando algoritmi di reinforcement learning hanno identificato che i movimenti convenzionali delle braccia causavano uno stress articolare eccessivo. Di conseguenza, il robot ha sviluppato una andatura unica che manteneva le braccia sollevate e spostava il movimento attraverso anche e vita per migliorare l'efficienza. L'articolo sostiene che questi avanzamenti suggeriscono che dovremmo smettere di assumere che le macchine future necessariamente imiteranno l'aspetto o la locomozione umana. Man mano che i robot si ottimizzano sempre di più per le prestazioni piuttosto che per un design antropomorfo, le loro forme fisiche potrebbero divergere ulteriormente dalle caratteristiche umane.
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