I matematici si sentono minacciati dall’IA, ma non riescono a farne a meno
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I potenti sistemi di IA stanno trasformando la matematica, suscitando al contempo timori riguardo all’attribuzione, alla trasparenza e al futuro ruolo dei ricercatori umani. Il matematico Tristan Buckmaster ritiene che OpenAI possa aver beneficiato del suo lavoro nella risoluzione del problema di Navier–Stokes, sebbene OpenAI affermi che i suoi prompt non avrebbero potuto influenzare il sistema. Nonostante queste preoccupazioni, Buckmaster e altri matematici continuano a usare gli strumenti di IA perché sono molto efficaci e sempre più difficili da evitare. Andreas Thom e altri ricercatori hanno inoltre messo in dubbio che i sistemi di IA riconoscano adeguatamente i precedenti contributi umani, pur ammettendo che ricostruire l’influenza intellettuale potrebbe ormai essere quasi impossibile. Alcuni matematici temono che affidarsi all’IA possa rendere il loro lavoro vulnerabile a un uso non autorizzato e lasciare in una posizione di svantaggio professionale chi sceglie di evitarla. Lettere aperte, dichiarazioni e appelli a sospendere gli eventi incentrati sull’IA mirano a ottenere regole sull’attribuzione, sulla privacy dei dati e sulla pubblicazione responsabile. Ricercatori tra cui Buckmaster e Thom chiedono dialogo e regole di base più chiare mentre l’IA diventa parte integrante della ricerca matematica.
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