Il protocollo MCP per le comunicazioni tra agenti potrebbe essere il più rischioso che non conosci
ars ·
Una recente analisi della sicurezza evidenzia significative vulnerabilità nel Model Context Protocol (MCP), che facilita la comunicazione tra agenti AI. Il ricercatore indipendente Syed Anas Mohiuddin ha dimostrato che gli attaccanti possono sfruttare le lacune di fiducia all'interno di questo protocollo per diffondere prompt dannosi da un agente a un altro, una tecnica definita "protocol pivoting". Questo metodo consente alle istruzioni nocive di aggirare i controlli standard, poiché gli agenti interni sono progettati per fidarsi implicitamente dei loro pari. Gli attacchi sono stati confermati in diverse organizzazioni, tra cui Google e Rapid7, rivelando difetti strutturali come la falsificazione di richieste lato server e una gestione impropria del reindirizzamento degli URL. Nonostante alcune vulnerabilità abbiano ricevuto valutazioni di gravità bassa, i rischi sottostanti sono severi a causa del potenziale per l'esfiltrazione di dati e azioni di rete non autorizzate. Gli esperti avvertono che l'adozione rapida del MCP ha portato le organizzazioni ad abbandonare i principi zero-trust, assumendo che le connessioni interne siano sicure senza una verifica sufficiente. Di conseguenza, questi exploit multi-step sfruttano vecchie tecniche di iniezione in modi nuovi, rendendole difficili da rilevare e mitigare. I professionisti della sicurezza sottolineano che tutti gli input trasmessi tra gli agenti dovrebbero essere trattati con la stessa cautela del traffico internet esterno.
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