Ingegnere di OpenAI accusato di spiare i dirigenti: ordinata la detenzione
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Un giudice federale ha ordinato a Abdulrahman Alfozan, ex ingegnere di OpenAI, di rimanere in custodia mentre attende il processo, citando gravi preoccupazioni sul fatto che sia un rischio di fuga a causa dei suoi legami con l'Arabia Saudita. I procuratori hanno sostenuto che il governo saudita si era offerto di garantirne il rilascio senza condizioni, cosa che il giudice Alex Tse ha paragonato a un "assegno in bianco" che mina l'autorità del tribunale. Alfozan affronta accuse relative all'installazione di un dispositivo di registrazione audio nascosto in una sala conferenze per dirigenti di OpenAI per spiare riunioni riservate. Il suo avvocato difensore ha respinto queste affermazioni come infondate, sostenendo che non vi fosse alcuna prova di spionaggio e che l'elettronica trovata nella sua casa fosse destinata a progetti personali. Le autorità sostengono che Alfozan abbia mantenuto comunicazioni frequenti con un membro della famiglia reale saudita che cercava di reclutarlo per una nuova iniziativa di intelligenza artificiale. Inoltre, i procuratori hanno evidenziato le sue consistenti risorse finanziarie derivanti da precedenti ruoli nel settore tecnologico come ulteriore prova della sua capacità di fuggire dal paese. Il caso ha attirato l'attenzione internazionale a causa delle presunte attività di spionaggio improvvisate e delle tensioni geopolitiche coinvolgenti Arabia Saudita e Stati Uniti.
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