OpenAI cerca già di influenzare le elezioni del 2028
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Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI, ha pubblicato un saggio in cui invita i politici a sviluppare politiche per affrontare l'ansia pubblica sull'intelligenza artificiale in vista delle elezioni presidenziali del 2028. Confronta il potenziale impatto economico dell'IA con il New Deal di Franklin D. Roosevelt e propone cinque priorità, tra cui la protezione dei lavoratori, l'istruzione e lo sviluppo dei data center. I critici, come Kate Brennan dell'AI Now Institute, sostengono che la retorica di OpenAI segni un cambiamento strategico volto a facilitare un'adozione più ampia e l'espansione delle infrastrutture a proprio vantaggio, piuttosto che garantire una vera responsabilità. Sebbene Lehane riconosca le preoccupazioni relative alla sostituzione dei posti di lavoro e all'accessibilità economica, le sue proposte si concentrano sugli incentivi per l'acquisizione di competenze e l'imprenditorialità, anziché su obblighi vincolanti per la ridistribuzione della ricchezza. L'articolo evidenzia lo scetticismo riguardo al passato rifiuto da parte di OpenAI di normative rigorose sulla sicurezza, inclusa la SB 1047 della California, nonostante le attuali richieste di standard di sicurezza applicabili. Inoltre, Lehane mette in guardia contro le moratorie sui data center, paragonando tali restrizioni al voto che autorizzò la guerra in Iraq per sottolineare la competitività nazionale contro la Cina. Infine, il testo mette in dubbio se questi suggerimenti politici riusciranno effettivamente a rafforzare la classe media o semplicemente a consolidare il potere aziendale all'interno di un'economia guidata dall'IA.
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