Patti Harrison sognava un'utopia tecnologica. La Silicon Valley l'ha distrutta
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In un'intervista sincera con WIRED, la comica Patti Harrison discute del suo disincanto verso la promessa di un'utopia tecnologica da parte di Silicon Valley. Riflette su come il capitalismo abbia corrotto lo spirito innovativo che ammirava in gioventù, in particolare per quanto riguarda le applicazioni militari della robotica, come quelle di Boston Dynamics. Harrison critica anche l'attuale stato dei social media, descrivendoli come un panopticon che alimenta dipendenza e dissonanza cognitiva attraverso la manipolazione algoritmica. Evidenzia i pericoli dell'integrazione non verificata dell'IA nella società, notandone l'impatto ambientale e il potenziale per lo sfruttamento creativo. Nonostante queste frustrazioni, Harrison trova speranza nella crescente coscienza di classe e nell'interesse per il socialismo come alternative alla democrazia capitalista. La conversazione tocca le sue esperienze come donna trans nel navigare l'odio online e la censura. In definitiva, sostiene che la genuina connessione umana e la presenza fisica offrono un contrappeso necessario all'isolamento digitale.
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