Il boom dei data center per l'IA si scontra con città segnate dalla grande industria
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I residenti nelle città con una storia di industria pesante si oppongono sempre più alla costruzione di nuovi data center per l'intelligenza artificiale a causa di preoccupazioni ambientali e per la salute. A Filadelfia, attivisti come Shawmar Pitts e Sonya Sanders di Philly Thrive guidano una campagna contro i potenziali siti, citando i danni passati causati dalle raffinerie di petrolio. Sostengono che i data center porteranno inquinamento, rumore e un consumo energetico eccessivo senza fornire i posti di lavoro promessi. Le proiezioni indicano che i data center statunitensi potrebbero consumare più gas naturale nel 2035 rispetto alla Germania e al Giappone combinati, aumentando significativamente le emissioni di gas serra. I funzionari locali a New York e in diverse altre città hanno risposto imponendo moratorie per studiare ulteriormente questi impatti. I critici avvertono che la dipendenza dai combustibili fossili per l'energia peggiorerà il cambiamento climatico e metterà sotto stress risorse locali come acqua ed elettricità. Il movimento evidenzia un crescente dibattito nazionale sul fatto se il progresso tecnologico debba avvenire a scapito del benessere delle comunità.
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