L'esperto di IA del Papa teme un comportamento da cartello tra i grandi laboratori
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Padre Paolo Benanti, consulente per l'intelligenza artificiale della Chiesa cattolica, avverte che i principali laboratori di IA stanno mostrando comportamenti simili a un cartello monopolizzando il dibattito sulla governance tecnologica. Sostiene che l'attuale isteria intorno alla superintelligenza e ai rischi esistenziali distoglie l'attenzione dalla necessità urgente di una regolamentazione democratica e del controllo pubblico. Benanti sostiene che presentare l'IA come un'entità divina serva gli interessi delle grandi aziende tecnologiche, permettendo loro di escludere voci esterne dai processi decisionali critici. Invece di concentrarsi su paure speculative sull'estinzione umana, difende la creazione di standard che garantiscano che i modelli rimangano sotto il controllo umano senza soffocare l'innovazione. Il sacerdote critica la tendenza dell'industria a presentare l'efficienza come il valore supremo, rischio che riduca gli esseri umani a semplici progetti di ottimizzazione. Sottolinea che l'IA è fondamentalmente calcolo statistico piuttosto che una forza divina, esortando la società a rifiutare la logica tecnocratica a favore di un discorso pubblico etico. Questa prospettiva si allinea con gli insegnamenti recenti di Papa Leone XIV, che ha chiesto collaborazione internazionale e ha messo in guardia contro il dominio geopolitico nello sviluppo dell'IA. Infine, Benanti sottolinea che devono essere stabiliti freni significativi e meccanismi di direzione per preservare l'agenzia umana su questi potenti strumenti.
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